Quasi nessuna città europea ha rovesciato la propria fama così completamente come Matera – da «vergogna nazionale» a Capitale della cultura.
Le grotte sul bordo della Gravina sono abitate dalla preistoria; Matera è considerata una delle città abitate con continuità più a lungo al mondo. Per millenni l’insediamento è cresciuto nella roccia, integrato da cisterne, terrazze e chiese.
Il Novecento
Con la crescita della popolazione le condizioni nei Sassi divennero insostenibili. Le grotte erano umide e buie, uomini e animali condividevano lo spazio, le malattie si diffondevano. Carlo Levi descrisse quelle condizioni in Cristo si è fermato a Eboli; nel dopoguerra Matera divenne un tema politico.
Lo sfollamento
Negli anni Cinquanta lo Stato italiano decise lo sgombero dei Sassi. Gli abitanti si trasferirono in quartieri nuovi ai margini della città – una frattura profonda che dissolse i vecchi vicinati. Le grotte restarono vuote.
La svolta
Solo negli anni Ottanta cominciò il ritorno: restauri, nuovi usi, lentamente anche il turismo. Nel 1993 l’UNESCO iscrisse i Sassi e il parco delle chiese rupestri nel patrimonio mondiale. Nel 2019 Matera fu Capitale europea della cultura.
Matera al cinema
La città è servita più volte da scenografia per soggetti biblici e storici – da Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini a La passione di Cristo di Mel Gibson, fino a un inseguimento nel film di James Bond No Time to Die. Di più in Matera al cinema.
Da leggere
- I Sassi di Matera – la città di cui si parla
- Casa Noha – la stessa storia come proiezione
- Le case-grotta dei Sassi – come si viveva qui